Sinopse
Dall'intelligenza artificiale alle nanotecnologie, dalla blochckain ai nuovi materiali, dall'energia che cambia alla digital transformation, dall'auto elettrica all'economia economia circolare: ogni giorno a Smart City idee e storie di innovazione dalla voce dei protagonisti.
Episódios
-
Gli UV fan bene all’uva: raggi ultravioletti per migliorare il vino e ridurre i pesticidi
06/05/2026Fare la lampada all’uva migliora colore e profumo dei vini. È quanto hanno scoperto, e descritto sulla rivista internazionale Plants, i ricercatori dell’Università di Pisa. Nella tenuta dell’Ornellaia a Bolgheri, in Toscana, hanno dimostrato infatti come applicazioni aggiuntive di luce ultravioletta (UV-C) durante la fase di maturazione delle uve stimolino la pianta a produrre una maggiore quantità di composti naturali responsabili del colore e del profilo aromatico del vino. Il dato interessante - che spiega l’aggettivo “aggiuntive” - è che questi trattamenti, o trattamenti molto simili, sono già utilizzati in vigneto per il controllo delle malattie della vite e ridurre l’utilizzo di pesticidi. Si tratterebbe quindi di riorientare una pratica agronomica già esistente, facendo in modo che colga entrambi gli obiettivi. Ce ne parla Claudio D’Onofrio, Professore di Viticoltura all’Università di Pisa e coordinat
-
Efficienza energetica e succhi di frutta
05/05/2026Abbattere del 20% i consumi elettrici e del 60% i consumi termici nell’industria dei succhi di frutta, grazie a una nuova tecnologia chiamata campi elettrici pulsati, applicabile ampiamente in tutta l’industria alimentare dove sia necessario pastorizzare, sterilizzare, essiccare e cuocere: operazioni che rappresentano tra il 20% e il 50% dei consumi del comparto. È quanto emerge da una ricerca condotta da ENEA in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno. Con questo studio è stato dimostrato che brevi impulsi elettrici, di milionesimi di secondo, uccidono i batteri e aprono i pori nelle cellule vegetali, accelerando i processi di evaporazione. È un esempio di come rimangano larghi margini di manovra per fare efficienza energetica anche in settori industriali che consideriamo di punta, come l’agroalimentare in Italia. Ne parliamo con Giovanni Landi, Ricercatore del Laboratorio Soluzioni Integrate per l
-
Gli idrocarburi nel giardino di casa
04/05/2026Quanto gas e quanto petrolio abbiamo in Italia? Nelle ultime settimane abbiamo dedicato numerose puntate di Smart City alle varie fonti rinnovabili e a come accelerarne l’installazione a favore di un’energia più economica e più sicura. Ma la situazione geopolitica deve farci guardare anche alle riserve di idrocarburi di casa. Oggi la produzione nazionale è ridotta ai minimi termini, come risultato di precise scelte di non concedere ulteriori permessi di esplorazione e di estrazione. Scelte che lasciano dubbi anche sul piano ambientale. In effetti, localmente si evita l’impatto diretto delle attività estrattive. Ma questo ci sarà comunque altrove, con l’aggravio di ulteriori emissioni dovute al trasporto, a eventuali perdite e a processi energivori come la liquefazione nel caso del GNL. È dunque opportuno porsi la domanda: cosa abbiamo nel giardino di casa? Che ruolo può svolgere nell’accompagnarci nei prossimi anni, mentre facciamo
-
Il computer biologico che ha imparato a giocare a Doom
30/04/2026Un computer biologico, fatto cioè di cellule cerebrali umane disposte su un chip ricoperto di elettrodi, ha imparato in una settimana a giocare a Doom, il famoso videogioco “spara-spara”. A realizzare il computer biologico e a renderlo programmabile attraverso un linguaggio di programmazione popolare come Pyton, è stata la start-up australiana Cortical Lab. Ad addestrarlo a giocare a Doom, è stato invece un programmatore indipendente: Sean Cole. “Brain on a chip” non è un grande giocatore di Doom, ma è già sorprendente che funzioni con una frazione infinitesimale delle cellule nervose di un cervello umano. Resta tuttavia il problema che potrebbe funzionare perfino troppo bene in scenari di guerra. Ce lo racconta Chiara Magliaro, professoressa del Centro di Ricerca E. Piaggio dell’Università di Pisa.
-
Sintetizzato per la prima volta il diamante esagonale: più duro del diamante, permetterà di creare utensili super resistenti
29/04/2026Il materiale più duro al mondo non è più il diamante, ma una nuova forma cristallina del carbonio chiamata diamante esagonale, prevista dalla teoria negli anni ’60. Tracce di questa forma erano state trovate in alcuni meteoriti, ma non era mai stata ottenuta in laboratorio. Ora, invece, il Center for High Pressure Science and Technology di Pechino ne ha sintetizzato un campione relativamente macroscopico (circa 1 mm di diametro), seppure per generarlo siano servite una temperatura di 1400°C e una pressione di 200 mila atmosfere. In queste condizioni estreme, gli atomi di carbonio si organizzano secondo una struttura cristallina non più cubica ma esagonale, che conferisce al materiale una durezza del 60% superiore a quella del diamante. In prospettiva questo nuovo materiale, depositato in strati sottili, potrebbe essere utilizzato per realizzare una varietà di utensili usati per l’industria e per applicazioni estreme, come le perforazioni di pozzi geotermici d
-
C’è una nuova stella nel firmamento dei carburanti bio, si produce anche da pane di scarto
28/04/2026Etil-levulinato: è il nome di uno dei più interessanti solventi che si possano ottenere da materie prime biologiche, e ha ottime caratteristiche anche come additivo per carburanti. Infatti può essere miscelato fino al 30-40% sia con il diesel che con la benzina, emettendo meno CO2 e altre sostanze inquinanti. All’università di Pisa hanno trovato un modo economico ed efficiente di produrlo a partire da scarti di pane, uno dei rifiuti alimentari più abbondanti al mondo: circa un milione di tonnellate all’anno, di cui buona parte inutilizzabile anche per l’alimentazione animale. Ma il processo funziona con qualunque fonte di amido. Lo studio, descritto sulla rivista “Journal of Environmental Chemical Engineering”, è stato finanziato nell’ambito del progetto PNRR NEST e rappresenta l’ennesimo esempio di come coniugare sostenibilità ambientale, economica e sicurezza energetica. Ne parliamo con Anna Maria Raspolli Galletti, p
-
Bio-metano: si può arrivare al 15% della domanda di gas, ma servono aggiustamenti alla normativa UE
27/04/2026In Italia produciamo circa 2,5 miliardi di metri cubi di bio-metano, ottenuto in gran parte dalla fermentazione di scarti agricoli, rifiuti organici e deiezioni degli allevamenti. L’obiettivo al 2030 supera i 5,3 miliardi di metri cubi e da anni circolano stime secondo le quali si potrebbe puntare a 8 o 9 miliardi di metri cubi, pari al 15% dell’attuale consumo nazionale di metano; senza contare che il residuo solido della produzione di biogas, il digestato, è un ottimo fertilizzante azotato. Obiettivi, quelli al 2030, che non sono impossibili da raggiungere. Ma per andare oltre è probabile che servano almeno un paio di aggiustamenti alla normativa europea, che prevede restrizioni molto forti sia sull’utilizzo di colture dedicate sia sulla possibilità di spargere digestato nei campi. Ne parliamo con Piero Gattoni, Presidente del CIB (Consorzio Italiano Biogas) e dell'EBA (European Biogas Association).
-
L’IA e le simulazioni a “naso”
23/04/2026Siamo tutti abbastanza in grado di afferrare un oggetto al volo stimandone istintivamente la traiettoria, che si tratti di calciare un pallone o di lanciare un qualunque altro oggetto. Naturalmente un computer è perfettamente in grado di calcolare la traiettoria esatta di quello stesso pallone, applicando alla lettera tutte le leggi della fisica; il nostro cervello arriva a un risultato simile in un modo completamente diverso, e la stessa cosa sono in grado di fare le reti neurali alla base di molte applicazioni dell’IA. Se il primo calcola, il secondo stima, intuisce. Se il primo offre precisione assoluta, ma al prezzo di un gran numero di calcoli, il secondo è meno preciso ma offre immediatezza. Ed eccoci a Fast Computing, start-up nata all’interno dell’ecosistema della SISSA, il cui obiettivo è portare questa sorta di “intuito” che caratterizza gli algoritmi di IA nel mondo delle simulazioni numeriche, offrendo una scorciatoia computazionale per simulare i
-
Per una presa salda ci vuole una pinza “molle”: ecco la tecnologia per far manipolare ai robot oggetti di ogni tipo
22/04/2026Per una presa salda ci vuole una pinza “molle”: ecco la tecnologia per far manipolare ai robot oggetti di ogni tipoAfferrare oggetti di ogni forma, dimensione e consistenza, con il giusto mix di forza e delicatezza. Noi umani lo facciamo con la massima naturalezza, ma ai robot riesce tutt’altro che facile, da cui prototipi di mani e pinze robotiche a non finire: dure, morbide, sensorizzate, pneumatiche, ecc. Da qualche anno è però emersa una nuova soluzione, basata sulla cosiddetta elettroadesione. In pratica, è possibile rendere “adesive” a comando delle superfici, sfruttando un principio di tipo elettrostatico simile a quello con cui attiriamo pezzetti di carta con una bacchetta di vetro dopo averla strofinata. Omnigrasp, startup finanziata con quasi 2,5 milioni di euro dal programma europeo Transition, ha sviluppato una pinza basata su questo principio: costituita da due sottilissimi foglietti di materiale soffice in grado di aderire a comando a quasi ogni
-
Un’ARCA per aiutare l’agricoltura a navigare il cambiamento climatico
21/04/2026Si chiama ARCA - Agritech Research Center Arena - ed è una nuova infrastruttura di ricerca che ha visto la luce all’Università Federico II, all’interno del Centro Nazionale di Ricerca per le Tecnologie dell’Agricoltura, uno dei 5 nati nel 2022 grazie a fondi PNRR. Si tratta di una struttura di cinque piani, all’interno della quale convivono ambienti capaci di replicare microclimi diversi, sistemi di sensori che monitorano ogni variabile, e tutte le principali tecnologie di coltivazione fuori suolo: aeroponica, acquaponica, substrato sintetico. Al suo interno le piante possono essere osservate mentre si adattano - o faticano ad adattarsi - ai cambiamenti climatici e alle varie condizioni di coltura, permettendo non solo ai ricercatori, ma anche alle imprese agricole di prendere decisioni di investimento dati alla mano. Ne parliamo con Matteo Lorito, Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente di Agritech.